JUNGHANS MEISTER PILOT

Il nuovo modello di Junghans, è un cronografo dal design decisamente militare, che riprende le linee dello storico modello del 1950, come abbiamo già visto fare per diversi altri modelli di Casa.
Caratteristica distintiva di questo modello è la particolare lunetta con 12 tacche, paticolarmente agevole da azionare con i guanti.
Ad agevolare le manovre, anche un diametro importante, ma non eccessivo, con ottime proporzioni, discrete, ma alla moda, che si fermano a 41 mm. di diametro per 14 di spessore.
La lunetta bidirezionale incornicia un bel vetro zaffiro bombato.
A completare l’estetica un cinturino in pelle con rivetti e impunture a contrasto ed assicurato tramite una fibbia ad ardiglione.
Il fondello serrato da 7 piccole viti, reca un disegno rappresentante una bussola da aereo con orizzonte artificiale e il dato d’impermeabilità di 10 atmosfere.
Bello il disegno del gruppo pulsanti/corona visto dal lato fondello, con lunghi raccordi.
Al suo interno un movimento non particolarmente pregiato… si tratta di un cronografo a carica automatica modulare di derivazione Eta (o Sellita?) con modulo Dubois Dperaz 2030, che però aiuta Junghans a mantenere i prezzi abbordabili, con i suoi circa 2000 Euro, che a fronte di un prodotto piacevole, è tuttavia accettabile.

 

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ANGELUS U20 SKELETON TOURBILLON

Oggi analizziamo il nuovo Angelus U20 Skeleton Tourbillon.
Ma non innamoratevi subito di questo orologio!
A meno che non abbiate la certezza di ricadere nei 18 fortunati, che riusciranno ad aggiudicarselo!
Eh si, gli esemplari di questa meraviglia, saranno infatti solo 18.

A distanza di un anno dal lancio del primo esemplare del post-rinascita di Angelus, con l’U10, l’U20 è stato progettato a partire da un foglio bianco, per arrivare dapprima a mettere insieme carbonio, titanio, zaffiro e come elemento chiave, la luce.

Infatti il nuovo calibro Angelus A-250, è stato sviluppato (sempre da zero da Angelus), prevedendo il minimo possibile di superfici, così da far sembrare “galleggianti” i pochi componenti rimasti alla vista.
Ciò non toglie che i numeri siano di tutto rispetto, come 90 ore di riserva di carica, un bilanciere che oscilla a 21.600 a/h e uno scappamento rinchiuso in un’esile gabbia rotante.
Naturalmente al titanio è stato demandato il compito di servire i ponti dei ruotismi, grazie alle sue doti di resistenza e leggerezza, ed abbellito con una finitura brunita nonchè lucidati e scheletrati a tutto favore della cronometria.

Ed anche il resto dei componenti, data la visibilità, sono stati tutti rifiniti e lucidati, per garantire un look perfetto da ogni punto di vista.

Ma il vero protagonista dell’invisibile quadrante, è la gabbia del tourbillon volante al 6, che proprio grazie alla sua progettazione “volante”, non necessita di un ponte superiore a sostegno.
Il bilanciere è del tipo ad inerzia variabile, e dotato di 4 viti in oro per la regolazione e progettate appositamente per ridurre l’attrito con l’aria.
E così, anche il bariletto, viene fissato a 2 ponti in titanio direttamente anorati tra le due platine in vetro zaffiro, così da sembrare anch’esso sospeso in aria.

Tutte le ruote che compongono il movimento, hanno lo stesso design a 6 razze, studiato appositamente per aumentare la rigidità e massimizzare la rigidità, tutto a favore della robustezza.
Le ruote girano tutte su rubini incastonati in oro.

La cassa da 42 mm. con carrure in carbonio, è completata da un vetro zaffiro bombato, così da poter permettere la vista del movimento anche da diverse angolazioni, magnificando la tridimensionalità.

Le anse in titanio sono saldamente collegate alla cassa in carbonio, e riprendono il motivo che decora anche i ponti del movimento.

Un orologio destinato a pochi, ma che apre una grande finestra al nuovo corso di Angelus, che tornerà a far parlare di sè molto presto.
Speriamo!

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TAG HEUER CARRERA 02T CHRONO TOURBILLON

Il nuovo corso della Tag Heuer, procede a passo spedito con la presentazione del nuovo Carrera Tourbillon, che vede questa complicazione in una veste tecnologica con materiali all’avanguardia come il titanio e il carbonio, e a completare l’opera, una bella certificazione di cronometro, il tutto, grazie ai processi industriali affinati negli ultimi anni e per una politica tanto cara alla Maison, con un prezzo inferiore ai 15 mila Euro per la versione acciaio e poco sopra ai 18 mila per la versione Phantom che sarà un edizione limitata di 250 esemplari.

Con un movimento automatico, cronografo con ruota a colonne e tourbillon, la sfida degli ingegneri Tag Heuer è stata mettere il tutto in un movimento di soli 32 mm. di diametro.
Ma la fabbrica è organizzata bene nel nuovo stabilimento di Chevenez, dove 4 orologiai specializzati, montano a mano il tourbillon che gode di ben 65 ore di riserva di carica.
La spirale invece è fabbricata da un parthner svizzero: la Atokalpa.

Dopo l’assemblaggio, l’orologio passa ai test, ai quali viene sottoposto per 21 giorni, per passare poi al COSC, dove viene rilasciato il certificato di cronometro.

La cassa dell’orologio misura 45 mm. di diametro ed è realizzata in titanio grado 5, ed è composta da 12 elementi modulari (come lunetta, corona, fondello, carrure, vetro, ecc…), che apre infinite possibilità di personalizzazione tra colori, finiture e materiali.

Al polso viene assicurato da un cinturino in alligatore cucito su gomma, che conferisce all’insieme la dovuta sportività, insieme ad un’impermeabilità di ben 100 metri.

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GIRARD PERREGAUX LAUREATO 2016

Lanciato per la prima volta sul mercato, nel 1975, il Laureato di Girard Perregaux è diventato subito un icona.
Ma d’altra parte, dalla matita di Gerald Genta, sono usciti solo grandi successi, dettati dal successo dell’acciaio, su di orologi di grande pregio, cosa che fino ad allora era concepita solo con metalli preziosi.
Inoltre il periodo era pesantemente minacciato dall’avvento del quarzo, campo in cui anche Girard Perregaux cercava di proporre la sua versione, segnando uno standard a 32.768 Hz con certificato di cronometro, che ancora oggi è un riferimento mondiale.

Negli anni il Laureato di Girard Perregaux non è mai uscito dal listino, ma ha continuato ad ammodernarsi, senza mai perdere la propria identità, proponendosi in diverse versioni, come ad esempio abbinando l’acciaio con l’oro, e arricchendosi di diverse complicazioni.

Quest’anno, Girard Perregaux, rilancia questo iconico modello con un edizione limitata in acciaio di soli 225 esemplari, con una cassa da 41 mm. di diametro per 10,10 di spessore, con 2 varianti di quadrante: il blu navy o il grigio argento, con il tipico motivo a “clou de Paris”, visibile attraverso il vetro zaffiro antiriflesso.

Le sfere riprendono il modello originale del ’75, con l’aggiunta di sostanza luminescente.

Ad animare questo nuova versione, un movimento meccanico a carica automatica di manifattura Girard Perregaux GP03300-0030 con 28.800 a/h ed una riserva di carica di 46 ore.

Con un impermeabilità di (soli) 30 metri, il nuovo Girard Perregaux Laureato 2016 sarà in vendita a 14.700 Euro.

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GRONEFELD PARALLAX TOURBILLON

Il primo orologio di questo nuovo anno, è un orologio dei due anni fa.
Infatti nel 2014 viene presentato dai fratelli Grönefeld il Tourbillon Parallax, un orologio eccezionale che viene premiato al Gran Premio di Ginevra come miglior Tourbillon dell’anno.

Ma visto che non ne abbiamo parlato, approfittiamo per presentare questo pezzo unico che si distingue da quello non limitato per l’allestimento e i materiali.

Dotato di una cassa da 43 mm. in platino, e con uno spessore di 12,5 mm. colpisce subito per la particolare disposizione delle indicazioni, ottimamente distribuite su di un quadrante in argento massiccio annerito al rutenio con un effetto 3D e grafiche arancioni.

Al 7 una grande apertura lascia alla vista la bellissima gabbia del Tourbillon ad un minuto in acciaio, la quale da sola richiede tre giorni di lavoro.

Tra l’uno e il due, a far da contrappeso al Tourbillon, il quadrante di ore e minuti.
I secondi sono indicati da una grande lancetta centrale che da il nome “Parallax” all’orologio.
Il parallasse indica la precisione e la precisione con cui si osserva un oggetto, che cambia a seconda del punto di vista dell’osservatore.
In questo caso, la lancetta dei secondi è stata posizionata in modo da sfiorare l’anello dei secondi che circonda il quadrante, così da cambiare il meno possibile quando si guarda l’orologio dalle diverse angolazioni.

Al 4 troviamo il selettore delle funzioni, dove la “W” indica che è inseritala funzione “winding” (carica), e la “S” per la rimessa dell’ora.
Per cambiare le funzioni, è sufficiente premere la corona invece che tirarla, scongiurando così ogni possibile danno.

Girando l’orologio è possibile ammirare il movimento dalle finiture personalizzate, come i ponti in acciaio brunito, che offre oltre ad una durezza superiore ai soliti materiali, anche una luce unica se lucidato a specchio ed un’inossidabilità senza pari.

La riserva di carica di 72 ore è indicata alle 10 da un apposita sfera.
Il movimento interamente progettato in Casa, batte a 21.600 a/h (3Hz).

Il prezzo privo di tasse è di 160 mila Euro.

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BAUME ET MERCIER CLIFTON CRONO

Io di solito amo parlare di orologi particolari e accattivanti, ma qui sono rimasto stupito dalla banalità di questa anteprima che ci attende al SIHH 2016 che si svolgerà a gennaio.

Stiamo parlando del nuovo Baume et Mercier Clifton cronografo calendario completo, che riprende il design degli anni 50.
Il diametro di questo orologio si è allargato fino a raggiungere la moda odierna con ben 43 mm. di diametro in acciaio, che vede finiture di buon livello come ci ha abituati la Maison.
Corredato da un vetro zaffiro antiriflesso sia lato quadrante che lato fondello, attraverso il primo di scorgono le numerose funzioni, come il cronografo, le fasi lunari e un calendario completo con datario periferico e l’indicatore delle 24 ore al 9.
Sul lato fondello invece il movimento Valjoux 7751 con un buon livello di finiture, come le viti azzurrate e il côtes de Genève su ponti e massa oscillante e il perlage sulla platina.

Un cinturino in coccodrillo con fibbia pieghevole, completano l’orologio.

Mi piacerebbe avere un Vostro parere su questo orologio, che per quanto bello possa essere, non ha nessun appiglio tecnico sul quale iniziare una discussione…

Il prezzo verrà comunicato a gennaio al SIHH 2016.

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JAEGER-LeCOULTRE GEOPHYSIC TRUE SECOND

Se non siete riusciti ad accaparrarvi una delle tre edizioni limitate dell’anno scorso, Jaeger-LeCoultre quest’anno rilancia quattro modelli della collezione Geophysic.

Ognuno di questi 4 modelli porta con sé una prodezza tecnica, ma noi ci fermeremo ad un solo modello (visti i contenuti tecnici ce lo facciamo bastare!).

L’inedita complicazione di questo orologio viene introdotta in un modello ispirato ad un orologio del 1958, dalle linee pulite e naturalmente riviste e ammodernate e che oggi prende il nome di Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second.

Già dal nome s’intuisce di quale complicazione stiamo parlando: i secondi morti.
Facendo chiarezza su questo macabro nome, dobbiamo fare un passo indietro.
I secondi morti di per se non sono effettivamente una complicazione, ma un sistema di visualizzazione dei secondi con un movimento che scandisce il minuto, dividendolo in 60 “passi”, che ad una prima occhiata, può essere scambiato per un quarzo.
Questo sistema veniva usato dagli orologiai come riferimento per una più precisa regolazione, legando questo sistema al cronometraggio di precisione.
Quindi questa prodezza tecnica non è stata introdotta per rendere l’orologio più preciso, ma per rendere più precisa la lettura!

Addentrandoci nel movimento, la prima cosa che si noterà è un bilanciere di una forma del tutto nuova: infatti nella quasi totalità dei casi noteremo che il bilanciere è composto da un anello, mentre su questo orologio abbiamo un bilanciere in due pezzi che ricordano (non a caso) il logo Jaeger-LeCoultre.
Non è certo solo una prodezza estetica!
In Casa Jaeger-LeCoultre sanno bene che non si stravolgono 200 anni di progettazione per nulla; già nel 2007 questo bilanciere era stato montato sull’Extreme Lab 2 in edizione limitata, che fungeva da laboratorio per gli esperimenti inerenti all’assenza di lubrificazione e ad un bilanciere non circolare.

Il calibro 770 di Jaeger-LeCoultre, è racchiuso in una cassa dalle proporizoni ottime, con 39,7 mm. di diametro, per 11,7 di spessore, non particolarmente sottile, ma ben proporzionato in relazione ai contenuti.
La cassa è in oro rosa, con splendide finiture spazzolate e lucide, mentre sul lato quadrante la lunetta sottile da ampio spazio alla lettura delle informazioni, con un design classico e pulito.

Due sono i vetri zaffiro: uno lato quadrante e l’altro sul fondello, che lascia alla vista il bellissimo calibro 770 con la sua massa oscillante in oro personalizzata.

Anche la corona presenta la personalizzazione con il Logo Jaeger-LeCoultre e che si lascia apprezzare anche per la sua funzione: estraendola al primo scatto, si avrà la possibilità di regolare la sfera delle ore, indipendentemente da quella dei minuti che resterà ferma; un ottima soluzione per chi viaggia tra i fusi orari!

Due sono le versioni offerte: la prima in acciaio ad un prezzo di 8500 Euro e la seconda in oro rosa a 17.600 Euro.

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BALL ENGINEER MASTER DIVE II

Oggi introduciamo un nuovo marchio nel lungo elenco di nomi di Maison analizzate nel nostro blog.
Si tratta dell’americana Ball Watch Co. divenuta famosa per i suoi sistemi di illuminazione dei quadranti.

Iniziamo col dire che la Maison è stata fondata nel 1891 a Cliveland, Ohio, famosa per i suoi orologi da ferroviere e che oggi ha sede a La Chaux-de-fonds, in Svizzera.

Per quanto riguarda l’illuminazione, siamo davanti ad un sistema particolare, in quanto il Luminova non è “verniciata” su indici e sfere, ma alloggiata all’interno di ben 52 microtubi ripieni di un gas che dona un incredibile luminescenza.

L’orologio in oggetto è un subacqueo di quelli veri, con la possibilità di raggiungere una profondità abissale di tre mila metri!
Il luminosissimo quadrante è protetto da un vetro zaffiro di notevole spessore e contornato da una ghiera girevole unidirezionale.
Il movimento è meccanico a carica automatica cal. RR1102 su base Eta 2836-2 con 25 rubini che oscilla a 28.800 a/h, e 38 ore di carica.

Il Ball Engineer Master Dive II è assicurato al polso da un bracciale in acciaio con fibbia pieghevole o un cinturino in caucciù in stile sub.

Ad affiancare questo modello, una serie dedicata al campione del Mondo di apnea Guillaume Néry, recordman di immersione sponsorizzato da Ball Watch.

A differenziarsi dal modello di serie, una colorazione nera della cassa.

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ORIS RETRO DIVERS SIXTY-FIVE

Se non siete ancora stanchi di modelli d’annata di nuova produzione, oggi è la volta di Oris.

Si tratta dell’Oris Retro Divers Sixty-Five, il “nuovo” modello 2015 ispirato ad un orologio (come suggerisce il nome) del 1965.

Composto da un’ottimamente proporzionata e più moderna cassa da 40 mm. con uno spessore di soli 12,8 mm. è contornato da una lunetta in alluminio con trattamento DLC nero.
In origine l’orologio aveva un diametro di 36 mm. ma in Casa Oris hanno ben pensato di ingrandirla, senza stravolgerla seguendo le mode del “Mega”.

Il quadrante è in puro stile retrò, sia nelle grafiche con grandi numeri, che nel colore scelto per il Superluminova con una patina vintage.
A pretezione del quadrante un più moderno vetro zaffiro con doppio trattamento antiriflesso, in luogo dell’originale plexyglass.

Il Sixty-Five è animato da un movimento base Sellita SW200, sul quale avrei qualcosa da obiettare, visto che anche Oris, come potete leggere nell’articolo precedente a questo (sempre su Oris), ha inaugurato un movimento di manifattura; ma tant’è.

Un’altro miglioramento rispetto al modello originale, è il datario su fondo nero anzichè bianco, che risulta molto meno vistoso ed invadente.

Bello il cinturino in gomma in stile “tropic” con fibbia marchiata.

Una nota negativa che è doveroso segnalare per questa tipologia di “subacquei, è la scarsa impermeabilità, che si attesta a soli 100 metri, che come qualcuno (ma pochi) di voi sapranno, è appena sufficiente per farci un bagno (da studiare alla voce impermeabilità).

Il prezzo, altra nota dolente per un “sub” 100 metri con un Sellita, che richiede un esborso di 1600 Euro.

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BREGUET CHRONOGRAPHE INDIPENDENT 7077

Personalmente, la linea Tradition di Breguet, quando uscì, mi lasciò a bocca aperta.
Fu amore a prima vista.
Orologio e movimento a vista, entrambi sul lato quadrante, architettura e finiture “tradizionali”, il paracadute sul bilanciere, un sapore d’altri tempi…

Nata nel 2002, la linea Tradition di Breguet ha subito dettato regole e stile di una collezione che nella sua riconoscibilità, ha inventato anche un orologio nuovo che non assomiglia a nessun altro, riuscendo però a estrarre l’essenza del Marchio che fin dalle sue origini, di cose ne ha insegnate a molti!

Quest’anno a Baselworld 2015, Breguet ha presentato una novità all’interno della collezione Breguet, che è la naturale evoluzione di un orologio che è destinato a far breccia in molti cuori.
Si tratta del nuovo Breguet Tradition Chronographe Indipendente ref. 7077, un cronografo che stravolge il concetto stesso di misurazione del tempo, con soluzioni tecniche degne del nome che porta, quello di Abraham Louis Breguet.

Quello che troviamo all’interno di questo straordinario cronografo a carica manuale, è la separazione dei treni del tempo utili all’orologio e al cronografo.
Infatti il calibro di manifattura Breguet 580DR ha il vantaggio di non risentire dell’avvio del cronografo, che rimane assolutamente ininfluente nei confronti dell’orologio.
Sul quadrante sono visibili i due bilancieri che rendono possibile questa separazione.
Quello di ore e minuti si trova sulla destra e ha una frequenza di 21.600 a/h (3 Hz), che offre una riserva di carica di 50 ore.
Sulla sinistra, troviamo il bilanciere che regola il cronografo e che batte a 36.000 a/h (5 Hz), che garantisce una misurazione più precisa.

Per rispettare la simmetria nel quadrante, che vista la diversa frequenza dei due bilancieri, avrebbe richiesto un diametro più piccolo per quello del cronografo, gli ingegneri Breguet hanno trovato un sistema per ovviare questo “problema”: usare il titanio, che grazie ad un peso inferiore, girerà più velocemente a parità di diametro, in luogo del Glucydur per quello di ore e minuti.

Ma il genio non finisce qui, anzi!
Dove trova l’energia per il suo funzionamento il cronografo?
Durante l’utilizzo dei pulsanti cronografici, una molla si carica, immagazzinando energia, che viene rilasciata a cronografo avviato.
L’autonomia che ne risulta sarà di 20 minuti.
Una volta fermato e azzerato, ecco che la ricarica è assicurata ancora una volta dai pulsanti a vite.
Nel particolare, il pulsante al 4 è per lo start e quello all’8 stoppa e azzera.

La cassa da 44 mm. di diametro ha le finiture che ci si aspetta da un Breguet, e le ampie vetrature, lasciano l’intero movimento, fronte e retro, completamente a vista, con un piccolo quadrante al 12, lavorato a guillochée, con ai lati la riserva di carica a destra e il contatore cronografico da 20 minuti a sinistra.

In considerazione della bellezza, della tecnologia e della tecnica racchiusi in questo splendido segnatempo, il prezzo è decisamente concorrenziale.
Due sono i modelli a disposizione: oro rosa a 78.800 Euro; oro bianco 77.800 Euro.
Enjoy!

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